Il Tirreno: Caso Rapalli, si riaprono le indagini

Articolo de “Il Tirreno” del 07 Maggio 2011

imagePONTREMOLI. Carlo e Stefano Rapalli, rispettivamente padre e fratello (gemello) di Fabio, tramite l’avv. Patrizia Maserati del Foro di Pavia hanno conferito mandato a svolgere attività investigative a Luca Umberto Venturini, dirigente principale dell’Accademia Italiana Studi Investigativi (A.i.s.i.) e Claudio Ghini, dirigente per il Nord Italia. Oggetto delle investigazioni, i fatti che hanno portato alla morte di Fabio Rapalli, imprenditore di 31 anni che scomparve da Montù Beccaria il 19 maggio 1996 e venne rinvenuto cadavere lungo il passo della Cisa, nel bosco di Montelungo di Pontremoli il 7 settembre dello stesso anno.  Luca Umberto Venturini all’epoca dei fatti consulente tecnico per l’Arma dei Carabinieri e Claudio Ghini l’Ufficiale di Polizia Giudiziaria che condusse le indagini per i carabinieri stessi, da sempre hanno posto l’attenzione su una serie di fatti che fanno propendere per la tesi dell’omicidio di Rapalli.  Primi fra tutti il nodo sulla corda (alla quale fu trovato appeso) risultato essere stato fatto da mani esperte; venne in seguito accertato durante le indagini che il Rapalli al contrario non aveva alcuna dimestichezza con i nodi tanto che non era quasi capace di allacciarsi le scarpe.  A seguire – sottolineano gli investigatori – il particolare del ritrovamento della sua moto portata da ignoti a poca distanza dal luogo della morte due mesi dopo il ritrovamento del corpo, e la certezza che durante le indagini vi fossero persone che sapevano e che non hanno voluto o potuto collaborare e che oggi potrebbero dare un significativo contributo alla verità.  Altro dato: la morte dell’autotrasportatore Roberto Bossi, anch’egli del comprensorio pavese/piacentino che si sarebbe tolto la vita nel novembre del 1998 a seguito di ingestione di soda caustica, ritrovato nelle adiacenze del bosco in cui fu rinvenuto Fabio Rapalli. Vi sono poi altri elementi sui quali al momento i due dirigenti dell’Aisi preferiscono mantenere il riserbo.  La riapertura delle indagini da parte della Procura della Repubblica di Massa è avvenuta dopo che un fuoriuscito della setta delle “Bestie di Satana” nel corso di un’intervista rilasciata ad un giornalista del TG5 il 19 ottobre 2010 ha rivelato che «c’erano stati numerosi omicidi mascherati da suicidi e che si recarono anche nel bosco di Pontremoli».  Non vi sono dubbi che Luca Umberto Venturini sia uno dei massimi esperti di indagini sui movimenti settari criminali e che Claudio Ghini sia considerato una memoria storica dei due drammatici casi.  Luca Umberto Venturini ha evidenziato la volontà da parte del suo ufficio di collaborare in maniera con la Procura della Repubblica di Massa.  Ad entrambi i criminologi i familiari di Fabio Rapalli hanno trasmesso attestazioni di fiducia e stima.

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